Essere finalista a “Dalla Strada al Palco Special 2026” è la prova che non serve un’uniforme per suonare il cuore delle persone.

ECi sono venerdì sera che sembrano pesare più di altri. Quelli di questo aprile 2026 non li dimenticherò mai. Quando mi hanno detto che sarei stato tra i finalisti di “Dalla Strada al Palco” su Rai1, ho pensato subito al freddo dei marciapiedi e al suono del mio pianoforte che cercava di farsi spazio tra i rumori della città.

Il format di quest’anno è diverso, più crudo, più mio. Non c’è un conduttore che introduce l’artista; ci siamo solo noi, la nostra storia e il nostro talento. Senza filtri. Mi sono trovato lì, in prima serata, a raccontare chi è Raffaele: il ragazzo con la felpa che ha scelto il pianoforte come scudo e come arma.

Portare “The Origins” davanti a milioni di persone, tra la magia della roue cyr di Valentino Serra e l’arte di tanti colleghi, mi ha fatto capire una cosa fondamentale: la strada non è un limite, è un’accademia di vita. Vincere la serata dell’auditel il 10 aprile è stato incredibile, ma la vera vittoria è stata vedere che il pubblico si è emozionato per un brano neoclassico tanto quanto per un numero di clownerie o di acrobazia.

Manca poco alla finale. Salirò su quel palco portando con me l’Isola d’Elba, le strade di Roma e ogni singola cicatrice che mi ha portato fino a qui. Non importa come finirà, perché la mia “strada” ha già trovato il suo “palco” più grande: il vostro ascolto.

Venerdì sera, ore 21:30, Rai1. Racconterò la mia ultima visione. Ci vediamo lì.

  • Raffaele