Perché ho deciso di raccontare la mia storia attraverso i tasti di un pianoforte.
Esiste un momento esatto in cui il rumore della strada si trasforma in melodia. Per me, quel momento è stato il ritorno al pianoforte. Dopo anni passati a cercare la mia voce, ho capito che non dovevo scegliere tra chi sono fuori — un ragazzo che vive la modernità, l’asfalto e la cultura urbana — e chi sono dentro, davanti a quegli ottantotto tasti bianchi e neri.
“The Origins” non è solo il titolo del mio primo EP. È una dichiarazione d’intenti. È il racconto di una rinascita che parte dalle radici dell’Isola d’Elba, attraversa il caos di Roma e si trasforma in composizione.
In questo Diario, non troverete solo date di concerti o annunci tecnici. Troverete i miei appunti di viaggio. Vi racconterò cosa si prova a portare un pianoforte in una piazza di periferia, perché il minimalismo di Sakamoto mi ha salvato la vita e come la fragilità possa diventare una forza esplosiva se messa su uno spartito.
Dicono che la musica classica appartenga al passato. Io credo che il pianoforte sia lo strumento più moderno che esista, perché è l’unico capace di tradurre i battiti del cuore in tempo reale, senza filtri.
Questo è l’inizio di un percorso. Un viaggio tra l’asfalto e l’avorio, tra la realtà più cruda e la visione più onirica.
Grazie per essere qui. Premiamo play e lasciamo che siano i tasti a parlare.
- Raffaele
